Durante gli ultimi giri del Gran Premio del Bahrain in Malesia, che si è corso domenica scorsa, George Russell è stato costretto al ritiro a causa di un problema alla sua power unit mentre ancora la Safety Car era in pista. Da alcuni team radio non trasmessi in diretta si sente come il britannico avesse segnalato un problema al motore della sua Mercedes pochi istanti prima dell'effettivo ritiro.
Ussell in quel momento occupava la terza posizione dietro Max Verstappen e il compagno di squadra in Mercedes Kimi Antonelli, quando si è fermato a bordo pista sul rettilineo principale. Avendo comunque completato il 90% della distanza di gara, il pilota non è stato smarcato come DNF, ma risulta aver concluso comunque in sedicesima posizione.
Il Gran Premio del Bahrain ha di fatto segnato il suo terzo ritiro nella stagione 2026 di F1, dopo i precedenti arrivati in Canada e in Belgio. Questo zero ha però di fatto messo fine alle sue speranze di titolo: il 28enne è infatti in svantaggio di 84 punti rispetto ad Antonelli, con un massimo di sette gare ancora da disputare. Di seguito vi riportiamo la trascrizione del team radio.
Russell: “Insomma, la safety car entrerà ai box o no?”
Dudley: “No, penso che ci sarà ancora un giro".
Russell: "Controlla la PU. C’è qualcosa che non va. La PU è surriscaldata. Credo che la PU sia guasta".
Dudley: "Cerca solo di uscire in una zona sicura, dobbiamo fermare la macchina. Fermala".
Russell: "Argh, porca miseria! Argh!".
Dudley: "Fermati e spegni il motore. La macchina è a posto. Mi dispiace per l’accaduto".
Parlando con diversi media dopo il ritiro, Russell si era detto di essere "praticamente sicuro" di arrivare terzo prima che si verificasse il problema al motore. Alla domanda se la sua gara fosse andata bene fino a quel momento, ha risposto: "Sì, certo. La strategia era giusta, la partenza è stata solida. Il podio sembrava ovviamente molto sicuro. Poi, ovviamente, il problema al propulsore è stato molto deludente".
Alla domanda se le elevate temperature del propulsore fossero state causate dal fatto di aver trascorso così tanti giri dietro alla safety car, ha risposto: “No, non credo. Ovviamente, non lo sappiamo. Si è trattato semplicemente di un guasto improvviso. L’intera giornata è sembrata un po’ una seccatura, tra il ritardo, poi la bandiera rossa, i giri interminabili dietro alla safety car e infine i giri extra per permettere a Checo Perez di sorpassarci e sdoppiarsi...".
"Oggi non sembrava proprio di essere in F1 e sarei stato un po’ deluso se fossi stato sugli spalti a guardare quello che stava succedendo. Non è andata bene. Ma dal mio punto di vista, è stato solo un po’ frustrante".
Riguardo alle sue prospettive di campionato ormai in declino, ha aggiunto: "Sapevo che se volevo rientrare in gioco nel campionato, avevo bisogno che la fortuna fosse dalla mia parte. Non sarebbero bastate solo delle buone prestazioni. Ed eccoci qui: non solo la fortuna non è dalla mia parte, ma adesso ho anche tutta la sfortuna. Continuerò comunque a lottare weekend dopo weekend. Ma ovviamente adesso sarà estremamente difficile restare in corsa per il titolo".